Cibo e Fotografia: 5 consigli fondamentali

Chi di noi non si è mai cimentato nel fotografare una pietanza o un ingrediente specifico magari del nostro piatto preferito? Ovviamente non parliamo di fotografie scattate con i nostri smartphone. Quelle foto iniettate di giallo non fanno al caso nostro! Siete sempre rimasti soddisfatti dei vostri scatti ? Molto probabilmente a volte la vostra fotografia non rispecchiava a pieno quello che i vostri occhi stavano effettivamente vedendo. Questo perché quando si parla di fotografia still life e nel nostro caso specifico di food photography ( si dai… usiamo il termine internazionale, fa più figo!), ci sono dei punti fondamentali da tenere sempre in considerazione: Pulizia, Composizione, Illuminazione, Dinamismo, Comunicazione.

1. Cibo e Fotografia: Pulizia

Quando ci imbattiamo nella food photography siamo talmente concentrati ad immortalare al meglio il nostro soggetto che spesso ci dimentichiamo del primo fattore fondamentale: la pulizia.

Innanzitutto, ricordatevi sempre di usare dei guanti in lattice per manovrare tutti gli oggetti che andranno a finire nella vostra inquadratura. Questo vi eviterà di far apparire le vostre impronte digitali sulle parete lucide dei vostri soggetti (per esempio un bicchiere o una bottiglia). Questa procedura potrà risultarvi troppo meticolosa ma vi assicuro che a scatto eseguito le vostre impronte saranno ben visibili e creeranno disturbo all’immagine. Senza pensare poi al tempo che dovrete perdere per toglierle in post produzione.

Assicuratevi che tutti gli oggetti esposti nell’inquadratura siano privi di polvere (pensiamo per esempio a un candelabro o a un brocca d’acqua). Questo perché con la luce ben calibrata i granelli di polvere saranno ben visibili e non daranno un bell’effetto all’immagine.

Se la pietanza presenta delle salse o delle guarnizioni, fate attenzione che non vi siamo sbavature attorno al piatto per non creare una disarmonia nel disegno della pietanza.

Quando dovrete fotografare dei prodotti con un bicchiere, per esempio uno spumante, versate il prodotto solo pochi secondi prima dello scatto. In questo modo le bollicine da fotografare saranno molte di più e saremo in grado di immortalare il loro sfrigolio nel nostro scatto.

La pulizia dell’inquadratura richiede tempo e un occhio attento. Non abbiate fretta di scattare la foto. Prendetevi tutto il tempo necessario in modo da evitare di passare molto tempo in post produzione per correggere le imperfezioni. Sicuramente i  programmi di fotoritocco possono davvero fare miracoli però, come dice un vecchio detto… prevenire è meglio che curare ! 😉

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2. Cibo e Fotografia: studiare la  Composizione 

Qualsiasi portata da fotografare deve essere sempre impiattata al meglio. Il primo impatto che deve trasmettere il piatto deve essere l’armonia e l’ordine. Questo susciterà fin da subito un senso di “rilassamento” in chi guarderà la foto e potrà continuare a “gustarsela” notando magari altri particolari.

Siete mai andati a visitare un mobilificio? Avete fatto caso che per esempio nella parte dedicata alle camere matrimoniali,  i letti come sono così ordinati e ben disposti che vi verrebbe voglia di saltarci sopra? Pensate se pur mostrando la stessa camera, ci fossero sopra il letto dei maglioni vecchi ed infeltriti buttati lì senza senso, oppure delle sedie mezze rotte buttate sul pavimento capovolte.. Non vi farebbe voglia di comprarla giusto? Eppure si parla della stessa camera da letto di prima dove vi volevate buttarvici sopra! Lo stesso per le foto dei piatti. L’ordine e l’armonia del piatto aiuteranno a far aumentare l’acquolina in bocca dello spettatore.

Fate sempre attenzione che il piatto / vassoio non rifletti per esempio qualche ombra indesiderata ( tipo il vostro riflesso dietro l’obbiettivo ). Tutti gli oggetti di contorno che vorrete includere ( per esempio forchette, tovaglioli o altro ) dovranno  essere  messi in secondo piano nell’inquadratura. Spesso siamo tentati di mettere più oggetti possibili dentro l’inquadratura, ma questo porta solo a distrarre lo spettatore dall’oggetto protagonista della foto. Lo sguardo deve subito andare sul soggetto principale, poi lo spettatore noterà di conseguenza i restanti dettagli della foto.

Prendiamo per esempio un piatto di pasta. Se cominciamo a metterci dentro l’inquadratura la forchetta, il pane, il bicchiere, il tovagliolo etc, etc  il piatto di pasta perderà di importanza. Il bello della fotografia è anche immaginarsi che cosa ci sarà dietro. Lasciamo libera la fantasia di chi guarda. Facciamo una bella inquadratura armoniosa  e lasciamo che lo spettatore accompagni con l’immaginazione questo piatto come meglio creda, per esempio con un buon bicchiere di vino rosso della sua cantina preferita o magari immaginarsi di finire il piatto facendo la classica “scarpetta” con il pane!  Non dimentichiamo mai l’oggetto principale della foto. Se la foto è presentata bene, tutto il contorno sarà a discrezione dello spettatore. Fate sempre sentire lo spettatore comodo. La foto dovrà suscitare subito confort ed armonia. Il resto verrà da se!

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3. Cibo e Fotografia: l’illuminazione 

La nostra amica luce dovrà avere un ruolo fondamentale nella nostra food photography.

Dobbiamo far sì che persino gli odori siano percepiti dal nostro spettatore! Si ve beh.. non prendetemi alla lettera perché al momento non conosco nessuna macchina fotografica o apparato elettronico che riesca a farlo  ( ma tanto ci arriveremo !!), però dobbiamo dare questa sensazione! Chi ci può aiutare? Solo la nostra amica luce!!

Facciamo un esempio: immaginatevi un bel pollo arrosto fumante nel piatto, accompagnate da delle patate al forno. No fermi ! Non dovere mangiarlo altrimenti cosa vi faccio vedere? 

Come facciamo per immortalare bene quel fumo che danza sopra il piatto? Piazzateli davanti una bella luce continua usando magari uno sfondo scuro. Oppure se non avete delle luce continua da studio, provate con un flash a slitta, senza però spararlo direttamente sul soggetto altrimenti non solo non vedrete il fumo ma brucerete anche la foto ! ( no tranquilli.. il pollo non si è bruciato, è ancora bello fumante davanti a noi ! ). Se utilizzate il flash a slitta, fate in modo che luce arrivi sul pollo/ fumo di rimbalzo magari puntandolo di lato su una parete riflettente. In questo caso otterrete una luce morbida e ben distribuita.

Non ci dimentichiamo delle patate al forno! Vogliamo trasmettere tutta la loro croccantezza? Illuminiamole bene in modo che l’olio che è sopra le patate rifletta creando un effetto di “appena sfornate” e di vivacità.

Ricordiamoci che il nostro amico pollo è tutto bello luccicante dovuto all’olio di cottura, quindi una bella luce morbida sopra sarà sufficiente per far risaltare il piatto creando un effetto di tridimensionalità.

Ricordatevi sempre l’armonia. Anche le luci dovranno essere ben distribuite senza trascurare le zone più in ombra. Ovviamente dobbiamo creare un dialogo tra le parti più ombra e quelle più esposte ma fate attenzione a non bruciare troppo le parti in ombra. Anche il troppo scuro non è bello a vedersi soprattutto su un piatto alimentare.

4. Cibo e Fotografia: Dinamismo

Se cerchiamo una foto che rappresenti un prodotto alimentare basta andare in rete e ne troviamo una quantità industriale. Non tutte però risulteranno “appetibili”, infatti molte avranno il difetto ( uno dei tanti ! )  di essere statiche e molto probabilmente su uno stesso shooting sarete già stufi di guardale dopo il quarto scatto.

Oltre che ben impostate, le fotografie alimentari dovranno dare la sensazione di movimento! Il dinamismo è fondamentale per attirare l’attenzione dello spettatore.

Quando fotografiamo una gara automobilistica, o una corsa al galoppo, o una gara di salto ad ostacoli, ci verrà naturale immortalare il movimento nella fotografia. Ma quando abbiamo a che fare con un piatto fermo e messo lì, ( pensate sempre al pollo arrosto ! ) creare un dinamismo può sembrare impossibile. Fidatevi, non lo è.

Siamo d’accordo: nessuno di noi a poteri sovrannaturali per far rivivere il nostro amico pollo o tanto meno siamo in grado di farlo muovere dentro il nostro scatto. Quindi? Semplice… Muoviamoci noi!!  Se il nostro soggetto non ha potere di muoversi o di creare lui stesso del movimento aiutiamoci noi per esempio scattando la foto inclinata di 45°. La foto risulterà in diagonale e basterà questo effetto per creare un effetto dinamico alla fotografia. Pensiamo al fumo che abbiamo cercato  di  immortalare precedentemente con le luci. Anche quello se ben fotografato creare un effetto movimento. 

Pensiamo ad un calice di champagne. Come facciamo per creare movimento? Esatto!! Focalizziamoci sulle bollicine. Mettendole bene in risalto ( facendo sempre attenzione ad evitare qualsiasi  riflesso  dato dal vetro del bicchiere ), le bollicine tenderanno ad andare verso l’alto creando un bell’effetto movimento. 

Un altro trucchetto per farsi che le foto sembrino più vive, è quello di nebulizzare ( dove possibile ) il prodotto ( pensiamo ad un bel vassoio di fragole ). Le goccioline adagiate sopra il frutto creeranno dinamismo facendo prendere vita alla fotografia.

5. Cibo e Fotografia: Comunicazione

Qui è proprio il caso di dire.. last but not the least!

Il quinto punto fondamentale che dovrete sempre avere ben chiaro è quello del messaggio che volete trasmettere attraverso il vostro scatto. Non è necessario aggiungere degli slogan sulla nostra foto. Quello lo lasciamo a fare alle agenzie pubblicitarie se necessario. Prima di tutto dobbiamo essere noi con il nostro scatto a dover lanciare il messaggio, il tema su cui lo spettatore porrà l’attenzione. Perché state scattando quella foto? Cosa vi ha colpito? Cosa vi ha fatto decidere di accedere la vostra macchina ed immortalare quel momento? Quale idea vi è venuta in mente da doverla rappresentare con una fotografia?

Queste dovranno sempre i vostri pensieri fisso fino a quanto lo scatto non è stato eseguito. Vi aiuterà ad aggiungere o togliere elementi dall’inquadratura per far arrivare più velocemente il messaggio. 

Anni fa scattai una foto dove pubblicizzavo un buon olio extra vergine con accanto anche un scarpa ortopedica ! Sul momento fui criticato del fatto che la scarpa non aveva alcun motivo di essere aggiunta alla fotografia in quanto apparentemente fuori tema con il soggetto principale (in questo caso l’olio extra vergine di oliva).Tutti si aspettavano la classica foto dell’olio con accanto magari una fetta di pane. OK, va bene scattare anche quel tipo di fotografia  ( anche se io odio farlo in quanto priva di ogni originalità ), ma il mio messaggio che volevo trasmettere era che un buon olio extra vergine di Oliva deve essere alla portata di tutti e soprattutto consumato da tutti. ( la foto ritraeva anche una scarpa da bambino, una da donna e la incriminata scarpa ortopedica). Perché in ospedale deve essere curato da un brutto male e poi però mi somministrano per  pranzo un olio cancerogeno? L’olio buono deve essere ovunque e per tutti. Era quello il mio messaggio.

Sforzatevi sempre di trovare il vostro messaggio. Su quello costruite successivamente la vostra fotografia. Senza una idea chiara rischierete di scattare una foto confusa e magari contradditoria.

Soprattutto le prime volte che affrontate questo tipo di fotografie, ricordatevi sempre di  non caricare la fotografia inserendo troppi elementi. Pochi elementi ma chiari. Questo vi aiuterà a prendere dimestichezza con questo genere di fotografia.

 

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2018-07-21T15:44:06+00:00

Di Cosa mi Occupo?

Fotografo freelance, collabora con grandi Aziende Italiane di prodotti alimentari di alta qualità per la realizzazione di cataloghi e siti web. Innamorato degli “scatti rubati”, realizza anche servizi fotografici per matrimoni, dolci attese e cerimonie legate ai nascituri.

I MIEI SCATTI

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